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CASSAZIONE : SPORCO NEGRO NO,NEGRO DI MERDA SI

I Have a Dream
"Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere.
Ho un sogno, oggi!"
[ Martin Luther King ]


 

“Sporco Negro” no, “Negro di Merda” si…
Dire "sporco negro" a una persona di colore è offesa razzista : la Cassazione torna sui suoi passi ribaltando completamente due sentenze emesse in passato. Una di alcuni giorni fa relativa ad un extracomunitario insultato da una collega sul posto di lavoro ed un'altra nemmeno di tre mesi fa quando era giunta ad una conclusione opposta, annullando con rinvio la condanna per ingiuria aggravata dai motivi di odio razziale emessa nei confronti di un triestino che aveva usato questa espressione mentre aggrediva alcune ragazze colombiane.La Quinta Sezione che a dicembre aveva preso quella decisione, ritenendo che l'epiteto non fosse indice necessariamente di odio razziale potendosi anche trattare, a seconda del contesto e dell'intento di chi lo pronunciava, della manifestazione di "una generica antipatia, insofferenza o rifiuto" per chi appartiene a una razza diversa,cambia dunque pensiero.Con la sentenza 9381 viene dichiaratamente espresso che “il riferimento, gratuito con questa parola al pigmento dell'offeso, assume significato intrinsecamente discriminatorio, solo che si rilevi che quasi ogni domenica negli stadi di questo Paese talune tifoserie apostrofano con la parola 'negro' alcun giocatore avversario”.La riprova di questo starebbe nel fatto che “non risulta adottata in occidente alternativamente l'espressione “sporco giallo”, né in Africa o in Cina “sporco bianco”.Non solo: i giudici ricordano anche che «negli Stati Uniti la sola denominazione di qualcuno quale "negro" costituisce offesa alla persona». Secondo la Cassazione, chi usa l'espressione negro nei confronti di una persona di colore non può dunque che avere un intento discriminatorio.Di qui “lo spregio non occasionale dell'attributo che si rapporta - scrive il relatore Mario Rotella - nell'accezione corrente ad un pregiudizio manifesto di inferiorità di una sola “razza”, che inquina il costume fino al punto da radicare manifestazioni di gruppo (di qui l'aspetto della previsione dell'aggravante)”.

La Corte si è espressa su un caso avvenuto a Trieste dove un uomo, S. G., di 54 anni, rivolgendosi ad una bambina di colore di 6 anni che raggiungeva il padre in un luogo pubblico, l'aveva apostrofata dicendole: «Vai via di qua, sporca negra». Per quella frase l'uomo era stato condannato dalla Corte d'Appello di Trieste, con sentenza del 15 marzo 2005, per ingiuria aggravata a 1.200 euro di multa oltre al risarcimento del danno liquidato in 3.500 euro. Memore di precedenti sentenze che avevano adottato tolleranza nei confronti dell'espressione «negro», S. G. si è rivolto alla Cassazione escludendo che l'espressione utilizzata fosse finalizzata alla discriminazione o all'odio etnico o razziale.La Cassazione, però, questa volta ha respinto il ricorso. «Sul piano linguistico - si legge nella sentenza -, la parola negro, traslato di nero, non definisce semplicemente il colore della persona, a differenza di moro. Difatti è stata assunta nella recente epoca coloniale, nelle lingue neolatine ed anglosassoni, per la designazione antonomastica dell'indigeno africano, quale appartenente ad una razza inferiore, quando non destinato, con questa falsa giustificazione fatta perfino risalire alla Bibbia, alla schiavitù, perdurata in America fin oltre la metá dell'Ottocento». [Corriere della Sera]

Peccato che se da una parte l’epiteto “Sporco Negro” sia denunciabile in quanto offesa razzista la stessa Corte di Cassazione non abbia ritenuto dello stesso stampo un’altra frase di poco gusto quale “Negro di merda”.L a Corte di Cassazione diverse settimane fa ha difatti confermato il proscioglimento di una donna che aveva detto a un suo collega, pari grado, «sporco negro di merda» per essere arrivato in ritardo sul posto di lavoro, lamentandosi della sua scarsa puntualità. L’uomo, Mohammed S., appena arrivato sul luogo di lavoro, le aveva detto che era una persona «cattiva, ce l’hai con me, ti auguro il male per la tua famiglia». Ed ecco scattare la rabbia di Susanna R., che non ha esitato a definire il collega uno «sporco negro di merda».Motivo per cui la donna è stata prosciolta ? «C’è stata reciprocità di offese e la donna ha agito in stato d’ira»,secondo i giudici della Cassazione.

Sporco negro no,negro di merda si.
Ed attenzione pure a non servire un caffè a una persona di colore, poiché rientra tra gli atti discriminatori «il rifiuto di fornire a uno straniero beni e servizi offerti al pubblico, soltanto a causa della sua condizione di straniero o di appartenenza a una determinata razza, religione, etnia e nazionalità».
Come dire : “sono costretto a prepararti un caffè ma il tuo negro di merda te lo becchi ugualmente”.
Ogni commento è superfluo.

Pubblicato il 18/3/2006 alle 14.47 nella rubrica Diario.

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